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Teresa Principe
Cuore e anima nel costante divenire della forma
di Giuseppe Pettinato

Nell'opera di Teresa Principe "Nel momento in cui il Tutto esiste nello stesso tempo scompare" -è affermazione dell'artista- si trasforma per diventare costantemente altro, viene da aggiungere. Proprio come uno dei principi fondamentali della Fisica che sostiene che "Niente si distrugge ma tutto si trasforma", così anche la materia nelle mani dell'artista calabrese si scompone e si frammenta per assumere altre identità, proiettate in un altro spazio, lontane dalla nostra realtà fisica ma gravide dei sentimenti e delle  emozioni che la nostra dimensione umana conserva gelosamente.
La storia della civiltà testimonia come emozioni, sentimenti, idee vengono da sempre veicolati anche attraverso forme dinamiche che richiamano il divenire dell'esistenza stessa (vedi l'immagine della spirale). Quelle stesse forme, vengono ora ri-scoperte e ri-manipolate dall'autrice con passione e competenza, come le spirali di atavica memoria, idea stessa di movimento vitale, dinamismo e armonia del cuore (l'intimo) e del Cosmo (lo spazio esterno).
Così Teresa Principe recupera la tradizione artistica e culturale più antica della storia dell'uomo e attraverso la personale manipolazione della materia ri-genera immagini e simboli della nostra memoria, suscitando e re-suscitando le emozioni più profondamente celati nel nostro animo. In virtù di tutto ciò la sua arte può essere definita arte del cuore e dell'anima. Infatti tutti e due sono costantemente evocati, presentati con grazia e armonia all'esame della vista... e del cuore dello spettatore. Il quale non può che rimanere suggestionato e indissolubilmente invischiato nella tela di colori sapientemente ordita dalle mani dell'autrice.
Nella forma, in alcuni passaggi della lavorazione della sua opera, ricorda la lezione di Boccioni e del Futurismo; nella sostanza richiama filosoficamente il vitalismo pirandelliano che sostiene che la realtà tutta è vita, ed è vita in quanto continua trasformazione da uno stato a un altro. Infatti la sua è una forma in continuo movimento e in continuo  divenire. In virtù di questa poetica, nelle opere di Teresa Principe non bisogna cercare a tutti i costi l'accademica identità della forma, perché dare forma o identità a qualcosa equivale pirandellianamente a farla morire. Mentre nell'autrice c'è il chiaro intento di suscitare e proporre la vita con tutto il suo carico di passione e sentimento. Insomma sentimento e anima che insieme per mano vibrano agli occhi e al cuore dello spettatore nell'armonica musicalità delle forme e dei colori.

Puoi trovare questa recensione sul numero di "I quaderni di Pentèlite" anno 1 N° 0




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